
O Dio, che hai creato tutti i popoli a tua immagine,
ti ringraziamo per la magnifica molteplicità di razze e culture in questo mondo.
Arricchisci le nostre vite accrescendo sempre più le nostre amicizie,
e mostraci la tua presenza in coloro che più differiscono da noi,
affinché la nostra comprensione del tuo amore sia resa perfetta dal nostro amore per tutti i tuoi figli;
per Gesù Cristo Nostro Signore.
Amen.
Preghiera di Ringraziamento per le Diversità di Razze e Culture,
Libro della Preghiera Comune, 1979, p. 840
Le origini del Cristianesimo Celtico nelle Isole Britanniche
Il Cristianesimo venne introdotto nelle Isole Britanniche qualche tempo dopo la conquista da parte di Roma, probabilmente durante la cristianizzazione dell'Impero sotto Costantino nel IV secolo. Si pensa che Cristianesimo Celtico, o Chiesa Celtica siano definizioni relative alla forma in cui la nuova fede religiosa fu ricevuta e praticata dalle comunità di fedeli in Irlanda e Gran Bretagna che parlavano le lingue celtiche (nella Britannia romana vi erano per esempio il Goidelico e il Cumbrico).
La discussione circa l'esistenza di una Chiesa Celtica si concentra primariamente su due questioni che sorsero nell'esperienza cristiana dei primi tempi in Britannia e in Irlanda:
la sua struttura ecclesiastica era sufficiente per giustificarne il riconoscimento come un corpo organizzato di cristiani?
quale ruolo ebbe il Cristianesimo Celtico nell'influenzare la Chiesa Cattolica?
Vi è una piccola disputa fondata sul fatto che i cristiani celtici delle origini osservavano pratiche di culto divergenti da quelle del resto d'Europa. La questione sull'esistenza del Cristianesimo Celtico è importante perché l'esistenza di una distinta Chiesa Cristiana Cattolica Celtica, se confermata, contrasta la pretesa della Chiesa Cattolica Romana di avere la supremazia, facendo di essa il terzo gruppo di cristiani praticanti in Europa, per numero di fedeli, dopo la Chiesa Orientale Ortodossa e la Chiesa Cattolica Romana. Tuttavia, bisogna rilevare che il modello interpretativo del "terzo gruppo" richiede primariamente l'accettazione della visione Cattolica della storia della Chiesa, in cui la Chiesa è descritta come un'unica gerarchia completamente centralizzata fin dal suo inizio. Se invece si accetta la visione ecclesiologica della Chiesa Orientale Ortodossa, la Chiesa Celtica diviene semplicemente un'altra ordinaria espressione amministrativa della Cristianità.
La questione della supremazia e dell'antichità della chiesa fu sollevata dapprima dalla Chiesa Cattolica Romana nel Sinodo di Whitby del 664, con l'affermazione che le pratiche della Chiesa Cristiana Celtica differivano da quelle Cattoliche. In aggiunta, fu organizzata successivamente una serie di sinodi, che si conclusero con il Sinodo di Cashel nel 1172, per affrontare le differenze tra le chiese, e il risultato finale fu che la teologia e le pratiche di culto della Chiesa Celtica furono conformate alla teologia ed alle pratiche cattoliche.
Il dibattito sull'esistenza della Chiesa Celtica
Vi sono diversi argomenti teologici sollevati dall'antichità della Chiesa Celtica e dalle influenze che la sua esistenza può aver avuto sul Cattolicesimo Romano. Una volta che questi argomenti sono collegati nel contesto di un rinnovato nazionalismo nei moderni movimenti ecclesiali, della rinascita della cultura Celtica e del neo-paganesimo, il dibattito si complica.
Al centro della discussione tra le due chiese (l'argomento divenne una questione teologica) vi era la pretesa della Chiesa di Roma di essere stata fondata dall'apostolo Pietro. La pretesa della Chiesa Celtica era che Cristo stesso aveva fondato la Chiesa "Culdee" quando mandò gli apostoli in tutto il mondo, quindi anche in Britannia. Teologicamente, sostenevano i favorevoli al libero sviluppo delle nazionalità in campo religioso, Gesù Cristo prevaleva su Pietro; ma come un apostolo di Cristo potesse prevalere su un altro apostolo, che si chiamasse Pietro o "Kefa" ("Pietra"), non era spiegato nel Vangelo.
Le sezioni seguenti cercheranno di distinguere i fatti storici dalla leggenda.
Differenze dal Cattolicesimo Romano
A causa delle difficili comunicazioni, divenne inevitabile a quel tempo che sorgessero delle differenze tra le chiese locali. Quantunque la pratica dei vescovi appena ordinati di inviare nella loro diocesi dei documenti riportanti le loro convinzioni religiose e i principi della loro fede minimizzasse alquanto queste differenze, questo aiuto andò perso per quanto riguarda le comunità di fedeli nelle Isole Britanniche e nella regione Armoricana della Gallia, a causa del collasso dell'Impero Romano d'Occidente. Quando i missionari giunsero dalle regioni del Mediterraneo e incontrarono le comunità sopravvissute, essi trovarono molte differenze nella pratica religiosa, nella dottrina e nell'amministrazione delle diocesi. Queste differenze furono riportate e discusse nei sinodi, dal Sinodo di Whitby nel 664 fino al Sinodo di Cashel nel 1172.
Le varietà nella pratica religiosa della Chiesa Celtica rispetto al resto del mondo Cattolico Romano differivano da luogo a luogo.
Una lista di quelle maggiormente evidenziate al tempo include le seguenti:
Il metodo per calcolare la data della Pasqua. I Celti celebravano la Pasqua all'Equinozio di primavera. Essi acconsentirono a celebrarla alla "prima domenica dopo la prima luna piena dopo l'Equinozio di primavera". Questa differenza li avrebbe discostati anche dai Cristiani Orientali Ortodossi.
Il metodo di tonsura praticato dai monaci. I Celti, che radevano la fronte da un orecchio all'altro, accettarono di radere la corona al centro della testa. La tonsura nella Chiesa Ortodossa si differenzia sia da quella usata nella Chiesa Romana che da quella praticata dai Celti.
La venerazione dei Santi. Non vi erano particolari differenze in questa materia, tuttavia i delegati di Roma avevano l'opinione che "la Chiesa era alimentata dal sangue dei martiri" e inviarono perciò in dono delle reliquie dei loro martiri. Si diceva che la Chiesa Celtica "non aveva né martiri né autorità".
Il Peccato originale. La concezione Cattolica era che tutti gli uomini erano macchiati dal peccato di Adamo ed Eva, a parte Gesù e Maria, che era stata preservata per volontà di Dio all'atto del suo concepimento (Giovanni Battista nacque senza il peccato originale, pur non essendo stato esentato all'atto del concepimento, perché fu riempito dallo Spirito Santo quando era ancora nel ventre della madre). I Celti affermavano che anche altre persone erano esenti dalla macchia del peccato originale, come per esempio Giosuè, e mantennero questa concezione, che non si accordava né con quella Cattolica né con quella Ortodossa, che sosteneva che il Peccato originale non era una colpa che si trasmettesse tramite la generazione.
Il Limbo. La prevalente opinione teologica, come espressa da Sant'Agostino di Ippona, era che i bambini che morivano senza aver ricevuto il battesimo andavano nel Limbo, una parte dell'Inferno che non era però un luogo di sofferenza e di punizione come generalmente il termine "inferno" lascia intendere nella moderna parlata. I Celti rigettavano questa concezione e mentre il resto della Cristianità seppelliva questi bambini in suolo non consacrato, come anche faceva per i suicidi, i criminali e gli eretici, essi invece pensavano che "la pioggia che cadeva dai cornicioni delle chiese" li avrebbe battezzati. Può darsi che questa concezione dei Celti abbia evitato l'affermazione ufficiale della dottrina cattolica del Limbo come dogma, e comunque neppure gli Ortodossi hanno mai accettato la dottrina del Limbo.
L'Immacolata Concezione e l'Assunzione di Maria, la madre di Gesù. I Celti possedevano queste dottrine "mariane", che facevano derivare dalla dottrina dell'esenzione di Maria dal Peccato originale. Un'affermazione a sostegno di tale concezione era:"Decuit, potuit, fecit" ("Era appropriato, era possibile, avvenne"). La concezione dei Celti venne dichiarata dogma dalla Chiesa Cattolica nel 1854 per quanto riguarda l'Immacolata Concezione e nel 1950 relativamente all'Assunzione.
Il battesimo dei bambini. I Celti celebravano il battesimo quattro volte l'anno, ma acconsentirono a modificare la loro usanza e a battezzare i bambini entro gli otto giorni dalla nascita.
La confessione personale privata. Essa fu un'invenzione dei Celti. sconosciuta fuori dalla Chiesa Celtica prima del VI secolo. Fino ad allora, Roma richiedeva una confessione pubblica (nel Catechismo della Chiesa Cattolica, all'articolo 1447 [1] si afferma che "durante il VII secolo i missionari irlandesi, ispirati dalla tradizione monastica orientale, portarono nell'Europa continentale la pratica della penitenza privata").
L'autorità dei vescovi. Nella Chiesa Celtica l'autorità era conferita agli Abati e alle Badesse, conosciuti come "Abthain" o "Abthane" (termine delle Lowlands Scozzesi derivato dal latino medievale "abthania", in gaelico "abdhaine", che significava "abbazia"). Il ruolo del vescovo era puramente cerimoniale. I delegati di Roma si lamentarono del fatto che "a persone non facenti parte dell'ordine sacerdotale fosse attribuita l'autorità nella chiesa". La badessa Santa Brigida d'Irlanda, per esempio, aveva due vescovi che erano in corrispondenza con lei. Dopo che Santa Ilda di Whitby si sottomise al volere di Roma, i Celti accettarono e semplicemente elessero vescovi i loro Abati.
Il ruolo delle donne. Nella società celtica le donne avevano un ruolo assai più importante che nel resto d'Europa. Nel Sinodo di Whitby, tuttavia, la Badessa Ilda di Whitby argomentò contro l'autorità delle donne nella Chiesa, sorprendendo molti.
Le streghe. Il primo Sinodo di Patrick, in Irlanda, comminava la scomunica a chiunque perseguitasse una strega. Riguardo a ciò la Chiesa Celtica può a buon diritto ritenersi unica. La persecuzione contro le streghe non ebbe luogo neppure in Scozia fino alla Riforma protestante ed all'introduzione dell'insegnamento di Calvino. L'inquisitore che partecipò all'unico processo per stregoneria avvenuto in Irlanda fu processato per eresia e fuggì ad Avignone, alla sede del papa Giovanni XXII, allora rifugiato in Francia.
L'articolo 16 del primo Sinodo di Patrick recita: "Un cristiano che crede che nel mondo esistano le incantatrici, ossia le streghe, e che accusa una persona di esserlo, deve essere scomunicato e non può essere più accolto in chiesa fino a quando - per sua stessa affermazione - abbia revocato la criminale accusa ed abbia di conseguenza fatto debita penitenza con pieno rigore".
Nel 1324 Richard de Lendrede tentò di accusare e processare Alice Kyteler per stregoneria. Egli non riuscì ad arrestarla, ma fece bruciare sul rogo la sua domestica, Petronilla di Meath. Il vescovo metropolita Alexander de Bickor in conseguenza di ciò accusò Richard de Lendrede di eresia. Egli fuggì ad Avignone dove il papa Giovanni XXII gli diede un certificato che dichiarava la sua innocenza, ma i suoi possedimenti vennero confiscati. Egli fece ritorno in Irlanda nel 1339, ma nel 1349 fu nuovamente accusato di eresia.
John Knox pubblicò lo "Squillo di tromba contro il mostruoso governo delle donne" mentre si trovava ancora a Ginevra e lo fece pubblicare anche in Scozia. Reginald Scot scrisse "La scoperta della stregoneria" nel 1584, che negava l'esistenza delle streghe. Tuttavia con il re Giacomo I d'Inghilterra (che fece pubblicare la Bibbia in inglese, utilizzata ancora oggi) ebbe inizio la persecuzione e tra il 1590 e il 1650 furono "ritualmente" sterminate circa 3.000 persone con l'accusa di stregoneria.
La Croce celtica, in cui una croce simmetrica è sovrapposta ad un cerchio, è un simbolo caratteristico e distintivo della Cristianità Celtica. Il suo uso è continuato fino ad oggi anche al di là dell'aspetto religioso ed è rimasto comune nei paesi di cultura celtica e tra le comunità di emigrati.
Il problema della Pasqua
Il problema della Pasqua - cioè il metodo appropriato da usare per calcolare la data in cui cadrà la Pasqua in un certo anno - è una lunga e tediosa storia che va ben oltre il tema del Cristianesimo celtico. Per quanto riguarda il nostro argomento, il popolo Celtico aveva perso il contatto con Roma quando Vittorio d'Aquitania creò le tavole per il calcolo che furono adottate ed approvate come pratica corrente nell'anno 457. Ma non appena vennero a conoscenza della pratica corrente, le diverse comunità della Chiesa Celtica tornarono gradualmente in armonia con l'uso predominante: l'Irlanda meridionale l'accettò in un Sinodo nel 632, l'Irlanda del nord al Concilio di Birr intorno al 697, la chiesa della Northumbria al Sinodo di Whitby del 664, l'isola di Iona iniziò a celebrare la Pasqua alla stessa data in cui la celebrava Roma nel 716, ed il Galles si uniformò anch'esso nel 768. Diverse altre chiese fondate o influenzate da religiosi formatisi in Irlanda o in Galles giunsero anch'esse in seguito a celebrare la Pasqua alla stessa data di Roma.
Sebbene gli storici spesso considerino di scarsa importanza questo problema, esso ebbe realmente un impatto notevole sul mondo Cristiano a quei tempi. Poiché la Cristianità celtica si considerava separata e distinta in relazione alla Chiesa Cattolica Romana, Roma compì diligentemente molti sforzi per diversi anni al fine di portare la Chiesa Celtica sotto la sua autorità. La sottomissione della Chiesa Celtica a Roma su questo punto permise un'effettiva espansione della forza spirituale e politica di Roma in Europa per diversi secoli.
Vi è naturalmente una prospettiva assai diversa in base alla quale valutare la questione: quella che non dà per scontata la "dominazione" di Roma su tutta la Cristianità eccettuato che per una coraggiosa e audace banda di ribelli Celti. Anche le Chiese Orientali Ortodosse adottarono il rito della Pasqua in accordo con Roma, e non lo fecero per sottomissione, bensì d'accordo, in posizione di uguaglianza. La questione non fu determinata in conseguenza di una "dominazione" da parte di Roma ma in funzione dell'unità nella celebrazione del rito pasquale, essendo giudicato sconveniente che alcuni cristiani celebrassero la Pasqua mentre altri ancora erano sottoposti al severo digiuno della Quaresima.
Santi Celti
Alcuni studiosi, come J.N.L. Myres e John Morris, hanno sostenuto che Pelagio avrebbe avuto un'influenza diretta al principio dello sviluppo della Chiesa Celtica in Britannia. Altri, incluso Charles Thomas, hanno replicato che questa ipotesi è inesatta e basata sulla proiezione di una visuale contemporanea su un'epoca precedente e antica.
Il Cristianesimo era presente in Britannia fin quasi dalle sue origini e venne certamente praticato nelle Abbazie di Glastonbury e Whithorn verso la fine del V secolo. La sua espansione, che lo portò ad essere accettato come religione dai Britanni, fu dovuta principalmente al susseguirsi di alcuni principi che divennero monaci e sacerdoti durante il V ed il VI secolo, fondando molte abbazie e chiese, e venendo in seguito onorati come "santi" dopo la loro morte. Il Cristianesimo era presente anche in Irlanda e vi erano significativi rapporti sociali tra le chiese delle due isole. I più famosi santi irlandesi che predicarono estesamente in Britannia furono Santa Brigida d'Irlanda, (chiamata anche Brigitta, Bryd, Bride), nata nel 451 e morta nel 525, e San Columba di Iona (Chaluim Cille o Colum Cille in Gaelico irlandese), nato nel 521 e morto nel 597. Nella direzione inversa, San Patrizio, nato nel 387 e morto nel 493, fu uno Scozzese che si stabilì ad Armagh e divenne "apostolo dell'Irlanda".
Il primo capo cristiano britannico chiaramente ricordato dopo la partenza delle legioni romane dalla Britannia fu San Dyfrig (in Latino Dubricius). Si dice che fosse figlio di Euriddyl e di suo marito, il re Pabai o Pepiau dell'Ercych (ora Herefordshire). Egli fondò dei monasteri a Henllan ("Vecchia Chiesa"), ora Hentland-on-Wye, 7 chilometri a nordovest di Ross-on-Wye, a Mochros, ora Moccas, nella valle del fiume Wye, 16 chilometri a ovest di Hereford, a Ynys Pyr (in Inglese Caldey Island), al largo di Tenby nella contea di Penbrokeshire, e probabilmente due chiese a Porlock e vicino a Luscombe, sulla costa di Exmoor, nel Somersetshire. Egli era vescovo, ma sembra che fosse tale solo con la funzione di ordinare i sacerdoti, non come capo amministrativo della chiesa in una determinata area geografica. Vi è una leggenda che afferma che celebrò il matrimonio tra Re Artù e Ginevra.
Dyfrig fu l'insegnante di Sant'Illtud (circa 425 - circa 505), il fondatore della grande abbazia, scuola e seminario di Llanilltud Fawr (in Inglese "Llantwit Major"), nel South Glamorgan occidentale, in Galles. Illtud fu considerato la persona più istruita della Britannia, esperto conoscitore anche di Matematica, Grammatica, Filosofia, Retorica e della Bibbia. Egli era un Druido per nascita, ed aveva doti profetiche. In un'epoca in cui l'istruzione era un privilegio riservato solo a pochissime persone, la scuola di Illtud sembra essere stata quella che maggiormente si avvicinava all'idea di una scuola superiore moderna. Fra i suoi allievi ci furono i Santi Pol Aurelian (in Latino "Paulinus Aurelianus"), Samson, Gildas e Dewi (in Inglese "David").
Pol Aurelian, figlio di un capoclan britanno ed uno dei sette santi fondatori della Britannia, fondò alcune chiese vicino a Llandovery nella contea di Dyfed, nel Carmarthenshire, e prima (nel 518) aveva fondato un'abbazia a Yr Henllwyn ("Old Bush" in Inglese) chiamata "Ty Gwyn" ("Chiesa bianca"). Più tardi fondò dei monasteri in Bretagna e fu il primo vescovo della città di Saint-Pol-de-Léon. Sua sorella fu Santa Sidwell di Exeter.
Samson era nato nella contea di Dyfed ed era cugino primo di Illtud e pronipote del santo re Tewdrig ("Tudor" in Inglese) del Morganwg (Glamorgan). Da ragazzo aveva studiato a Llanilltud Fawr ed era stato mandato poi all'abbazia di Ynys Pyr, diventandone abate di lì a poco. Qualche tempo dopo il 545 subentrò temporaneamente nella direzione dell'abbazia di Llanilltud Fawr al posto di Illtud. Quando il cugino rientrò nell'abbazia, Samson si mise in viaggio raggiungendo dapprima la Cornovaglia ed in seguito la Bretagna, fondando alcune chiese in entrambi i luoghi e un'abbazia a Dol-de-Bretagne, dove morì, circa nel 565. È anche considerato l'evangelizzatore dell'isola di Guernsey, nel Canale della Manica.
Gildas (circa 491 - circa 570) fu allievo di Sant Illtud e acquistò celebrità come studioso al pari del maestro, al punto che venne chiamato "Gildas Sapiens" (il "Saggio"). Svolgeva l'attività di costruttore di campane. Nel 520 fece un pellegrinaggio a Roma, poi trascorse sette anni all'Abbazia di Rhuys in Bretagna ed ebbe un incarico per un anno all'Abbazia di Llancarfan mentre l'abate, San Cadoc, si trovava in viaggio. Dopo il 528 si recò a Street (vicino a Glastonbury, nel Somerset) e si costruì da solo un "lan" (un eremo comprendente una chiesa e un luogo per la clausura). Più tardi (circa nel 544) fece ritorno a Rhuys, dove rimase fino alla morte, a parte una visita in Irlanda che gli "Annales Cambriae" (una cronaca trovata in un manoscritto con una versione della "Historia Brittonum") datano al 565.
Dewi (circa 512 - 587) era figlio di un re di Ceredigion, presumibilmente Gwyddno e fu istruito all'Abbazia di Ty Gwyn, di cui divenne abate assai presto, essendo ancora giovanissimo (nel 528). In seguito egli spostò l'abbazia a Glyn Rhosyn, che divenne la città e la cattedrale di Saint David's (Tyddewi, attualmente la più piccola città del Regno Unito la cui cattedrale è la prima chiesa Normanna costruita in Gran Bretagna, nel 1115), nel Pembrokeshire. Egli progettò e applicò una regola monastica assai austera. Si pensa che abbia fondato un gran numero di chiese in un'ampia zona del Galles centrale e meridionale, nel Cerniw (Kernyw, un regno dipendente dalla Dumnonia, che comprendeva la Cornovaglia, il Devon, gran parte del Somerset e parte del Dorset) ed in Bretagna. Partecipò anche al Sinodo di Llanddewi Brefi.
Un notevole personaggio cristiano, contemporaneo e in un certo senso rivale di Dewi, fu San Cadoc, che era figlio di Gwladys e di suo marito, il re Gwyllyw di Gwyllwg (in Inglese Glywysing), nipote sia del re Brychan di Powys che del re Glywys di Glwysing (Glouchestershire), e discendente di San Keyne, l'eremita che visse prima a Keynsham, nel Somerset, e più tardi in Cornovaglia, al Monte di San Michele. Dopo essere stato istruito da Pol, Cadoc si costruì un eremo a Llancarfan, nel sud della contea di Glamorgan, che si sviluppò divenendo presto un vero e proprio monastero, e successivamente un altro eremitaggio a Llanspyddid, a 3 chilometri da Brecon. Si pensa che abbia costruito diverse chiese nel Dyfed, in Cornovaglia ed in Bretagna. Verso il 528, dopo la morte del padre, costruì un monastero di pietra sotto il Monte Bannauc (generalmente ritenuto la collina a sudovest di Stirling, dove scorre il fiume Bannock Burn). È stato ipotizzato da alcuni che il monastero si trovasse dove è ora situata la città di Saint Ninians, 2 chilometri a sud di Stirling. Cadoc andò in pellegrinaggio sia a Gerusalemme che a Roma e fu afflitto dal non aver potuto partecipare al Sinodo di Llanddewi Brefi, che si tenne durante la sua assenza. Si trovò in conflitto con i re Arthur, Maelgwn di Gwynedd, e Rhain di Brycheiniog e fu assassinato nel 580 nella città di "Beneventum", che è stata da alcuni identificata con il borgo fortificato di origine romana "Bannaventa", 5 chilometri ad est di Daventry, nel Northamptonshire. Circa le cause della sua morte, si avanza l'ipotesi che la città sia stata invasa dai Sassoni, il che spiegherebbe sia il suo assassinio che il divieto per i Britanni di entrare in città per recuperarne la salma. Cadoc, con Illtud, è uno dei tre cavalieri che si narra diventassero i custodi del Santo Graal.
Un fratello del re Gwynllyw fu San Petroc, che fu istruito in Irlanda dove forse apprese, oltre al Cristianesimo, anche la conoscenza esoterica dei Druidi. Egli trascorse gran parte della sua vita adulta a Padstow, in Cornovaglia, dove fondò alcune chiese. Ne fondò altre anche nel Devon e nel Somerset, che allora facevano parte del regno di Cerniw, incorporato nel più vasto reame di Dumnonia, incluse Petherton del sud e del nord (da lui deriva il nome di questi due luoghi, situati nel Somerset occidentale e meridionale). Petroc convertì il re Costantino di Dumnonia nell'anno 586 e morì nel 590. Con San Piran egli è tra i santi della Cornovaglia maggiormente conosciuti.
All'epoca il principale esponente della chiesa Celtica nel nord della Britannia romanizzata fu San Mungo, conosciuto anche come San Kentigern (Cyndeyrn in lingua gallese), considerato l'apostolo del regno scozzese di Strathclyde e del Galloway prima che vi giungesse San Columba. Egli nacque nel 518 da Owain mab Urien (Owen), sovrano del regno di Rheged che regnò tra il 560 ed il 590, e Thenaw (Thaney), figlia di Lot Luwddoc (Lloyd, in Latino Lothus, da cui prese nome la provincia di Lothian), sovrano del Gododdin. Il nome Mungo deriva dal termine gaelico Munghu (in Gallese, Mwyn-gu), che significa "caro", un nomignolo famigliare. Mungo fu il fondatore della cattedrale di Glasgow e il primo vescovo della città. Morì a Glasgow nel 603.
Sebbene continuasse ad avere una profonda influenza sul modo di credere e di vivere delle persone, la Cristianità Celtica ebbe ufficialmente fine nel 1172, quando il Sinodo di Cashel portò l'organizzazione celtica nell'alveo di quella Cattolica Romana.
[fonte: Wikipedia]
La romanizzazione del Cristianesimo in Britannia
S. Agostino di Canterbury
Quando il re
del Kent, Etelberto, sposò la principessa cristiana Berta, figlia del re di
Parigi, questa domandò che fosse eretta una chiesa e che alcuni sacerdoti
cristiani vi celebrassero i santi riti. Appresa la notizia, il papa S. Gregorio
Magno giudicò maturi i tempi per l'evangelizzazione dell'isola.
La missione fu affidata al priore del monastero benedettino di S. Andrea sul
Celio, Agostino, la cui dote precipua non doveva essere il coraggio, ma in
compenso era tanto umile e docile.
Partito da Roma alla testa di quaranta monaci nel 597, fece tappa nell'isola di
Lerino. Le notizie sul temperamento bellicoso dei Sassoni lo spaventarono al
punto che se ne tornò a Roma a pregare il papa di mutargli programma.
Per incoraggiarlo, Gregorio lo nominò abate e poco dopo, quasi ad invogliarlo al
passo decisivo, appena giunto in Gallia, lo fece consacrare vescovo. Il viaggio
procedette ugualmente a brevi tappe. Finalmente, con l'arrivo della primavera,
presero il largo e raggiunsero l'isola britannica di Thenet, dove il re in
persona, spintovi dalla buona consorte, andò ad incontrarli.
I missionari avanzavano verso il corteo regale in processione al canto delle
litanie, secondo il rituale appena introdotto a Roma. Fu per tutti una felice
sorpresa. Il re accompagnò i monaci fino alla residenza già fissata, a
Canterbury, a mezza strada tra Londra e il mare, dove sorse la celebre abbazia
che prenderà il nome di Agostino, cuore e sacrario del cristianesimo inglese.
L'opera missionaria dei monaci ebbe un esito insperato, poiché lo stesso re
domandò il battesimo, spingendo col suo esempio migliaia di sudditi ad
abbracciare la religione cristiana.
A Roma la notizia venne accolta con gioia dal papa, che espresse la sua
soddisfazione nelle lettere scritte ad Agostino e alla regina.
Insieme con un gruppo di nuovi collaboratori, il santo pontefice inviò ad
Agostino il pallio e la nomina ad arcivescovo primate d'Inghilterra, ma al tempo
stesso lo ammoniva paternamente a non insuperbirsi per i successi ottenuti e per
l'onore che l'alta carica gli conferiva. Seguendo le indicazioni del papa per la
ripartizione in territori ecclesiastici, Agostino eresse altre due sedi
vescovili, quella di Londra e quella di Rochester, consacrando vescovi Mellito e
Giusto. Il santo missionario morì il 26 maggio
del 604 e fu sepolto a Canterbury nella chiesa che porta il suo nome.
La Riforma Anglicana
Thomas Cranmer, Arcivescovo di Canterbury
Re Giovanni d'Inghilterra fu chiamato a mettere il Paese sotto il controllo del Papa nell’anno 1213, da allora l'Inghilterra fu costretto a pagare una pesante tassa annua a Roma. Inoltre, Roma inviò molti sacerdoti stranieri per rivestire importanti incarichi nella chiesa inglese. I sacerdoti stranieri inoltre non trascorrevano molto tempo con la popolazione che erano chiamati a servire, e molti di loro neppure parlavano inglese. Erano infatti più interessati ad assicurarsi che la chiesa inglese obbedisse al Papa e che i soldi delle tassazioni ecclesiastiche andassero a Roma. Così quando gli insegnamenti protestanti cominciarono a raggiungere l'Inghilterra, agli inizi del ‘500, molti fedeli iniziarono ad interessarsi a queste idee nuove ed antiche al tempo stesso.
All’epoca era Re Enrico VIII, quando il Papa lo dichiarò "Defensor Fidei" e amico della Chiesa. Negli anni successivi, tuttavia, iniziarono le frizioni fra Londra e Roma.
Enrico VIII era sposato con una donna di nome Caterina che proveniva dall’Aragona, territorio spagnolo. Caterina d’Aragona era stata sposata, precedentemente, col fratello di Enrico VIII, che era morto. Per continuare il buon rapporto fra l'Inghilterra e la Spagna, Enrico VIII fu chiamato a sposare Caterina, ma in realtà desiderava sposare un'altra donna.
La Chiesa di Roma all’epoca, come oggi, non permetteva che le persone ottenessero il divorzio e sposassero qualcun'altro. Tuttavia, il Papa permetteva un genere speciale di divorzio, denominato "annullamento," che interviene quando sono mancati dei presupposti “a monte” per la validità stessa del Matrimonio, e quindi per la sua celebrazione.
Re Enrico aveva chiesto al Papa di dichiarare l’annullamento per la sua unione con Caterina di Aragona, ma il Papa rispose con un secco "no." La Spagna e in particolare l’Aragona, erano molto vicini al Papa, e quindi tale annullamento non fu concesso per evitare inimicizie col potere spagnolo.
Nel 1533, Enrico VIII dichiarò la Chiesa in Inghilterra esente dal controllo del Papa. Dichiarò, inoltre, che i sacerdoti ed i vescovi inglesi dovessero riconoscerlo quale capo della chiesa inglese. Molti di loro erano felici di non seguire i capi romani e i sacerdoti stranieri furono rimpatriati di nuovo a Roma. I ricchi monasteri cattolici dell'Inghilterra furono confiscati e la terra venduta alle famiglie inglesi.
La persona più importante nella Chiesa d'Inghilterra, dopo il Re, era l'Arcivescovo di Canterbury. Canterbury è una città dell'Inghilterra sud-orientale, in cui arrivarono i primi cristiani. Il primo Arcivescovo di Canterbury dopo la raggiunta indipendenza della Chiesa d'Inghilterra fu Thomas Cranmer. Cranmer contribuì a scrivere il Libro della Preghiera Comune, che è ancora oggi in uso nella liturgia anglicana.
La Chiesa d'Inghilterra, anche detta Chiesa Anglicana, ha preso molte delle idee migliori di Martin Lutero e gli altri capi protestanti. La chiesa anglicana inoltre ha riparato molte delle idee errate che furono trasmesse dalla Chiesa Cattolica nel corso degli anni. Tuttavia, il Credo della Chiesa Anglicana era quasi lo stesso di prima.
A differenza di molte Chiese Protestanti la Chiesa d'Inghilterra non rigettò le tradizioni cattoliche importanti.
I capi della Chiesa Anglicana ritennero che la saggezza del passato non dovesse essere dimenticata solo perchè la Chiesa Cattolica errava su alcuni punti. Dopo tutto, Gesù Cristo stesso edificò la Chiesa, e i suoi insegnamenti passarono di secolo in secolo grazie alla Chiesa. Così, era necessario mantenere le cose che Gesù aveva desiderato essere indispensabili nella Sua Chiesa. Per esempio, la Chiesa Anglicana ha continuato "la successione apostolica", nella scelta dei nuovi vescovi (cfr. scheda in basso). La Chiesa inoltre ha mantenuto la Celebrazione della Comunione come il centro del culto. Allo stesso tempo, lo studio e l'istruzione della Bibbia si sono trasformati nella parte più importante della vita dei cristiani in Inghilterra. Inoltre, come Martin Lutero, la Chiesa Anglicana ha insegnato che i fedeli ottengono la salvezza soltanto per Grazia di Dio, attraverso la Fede, e non attraverso le opere o una serie di preghiere.
Le Persecuzioni
Al tempo dello scisma originale con Roma la Chiesa Inglese non era protestante in natura. Certamente Enrico stesso venne nominato fidei defensor (difensore della fede) dal Papa Leone X parzialmente per attaccare questi orientamenti. Conseguentemente solo pochi cambiamenti vennero fatti alla liturgia.
Questo era tuttavia un periodo di profondi cambiamenti religiosi in Europa che furono chiamati Riforma Protestante. Quindi una volta che lo scisma si verificò alcuni cambiamenti in senso protestante erano forse del tutto inevitabili. Sotto il regno del figlio di Enrico, Eduardo VI, i furono apportati primi maggiori cambiamenti , che includevano una profonda revisione della liturgia seguendo linee protestanti. Il risultato fu il Libro delle Preghiere Comuni pubblicato nel 1549 e rivisto nel 1552 per autorità del Parlamento.
Alla morte di Eduardo,
quando la cattolica Maria salì al trono, si ritorno al culto cattolico. La
Regina Maria tentò di riportare al cattolicesimo la popolazione inglese che si
oppose fieramente e che fu perseguitata in massa, politica che valse alla Regina
il titolo di Maria la Sanguinaria (Bloody Mary)
Elisabetta I
La Regina Elisabetta I
d'Inghilterra
Alla morte di Maria nel 1558, sua sorella Elisabetta andò al potere. Elisabetta divenne una fervida protestante, ma nonostante la reintroduzione di idee protestanti, Elisabetta non fu scomunicata dalla Chiesa Cattolica fino al 25 Febbraio del 1570, quando il Papa Pio V intervenne. La Chiesa di Inghilterra ufficialmente ruppe con quella di Roma nel 1559, quando il parlamento riconobbe Elisabetta come suprema detentrice del potere amministrativo, con un nuovo Atto di Supremazia che si sbarazzò anche della legislazione anti-protestante voluta da Maria. Nello stesso anno un nuovo Libro della Preghiera Comune fu pubblicato. Elisabetta annunciava la pacificazione e il tentativo di armonia tra le forze cattoliche e quelle protestanti in Inghilterra.
Nel 1562 si giunse all'approvazione dei Trentanove Articoli di Fede che nascevano da una profonda meditazione della visione che, del Cristianesimo, avevano cattolicesimo, luteranesimo e calvinismo. Tale visione determinò i caratteri dell'Anglicanesimo.
La Gloriosa Rivoluzione
Una forte opposizione fu manifestata dai calvinisti presbiteriani; tra questi John Knox, che in Scozia riuscì a fondare un sistema sul modello di Zurigo. Ciò che si criticava era una Chiesa Anglicana che aveva mantenuto troppi aspetti del Cattolicesimo e la convivenza tra il governo presbiteriano etico e puritano con una nobiltà troppo rilassata e poco nobile. E fu proprio la profonda ostilità nei confronti della gerarchia episcopale che contribuì allo scontro del 1640 tra il Parlamento e la Corona d'Inghilterra. La scomparsa della Regina Elisabetta, nel 1603, segnò la fine della dinastia dei Tudor; la corona verrà così assegnata al nipote Giacomo Stuart, Re di Scozia, figlio di Maria Stuart ed educato alla religione protestante. Ma era soprattutto il figlio della donna che venne tenuta prigioniera per diciannove anni e fatta condannare da Elisabetta in quanto sospettata di essere la mandante del complotto contro l'Inghilterra organizzato dalla Chiesa Romana. Il nuovo Re doveva gestire un territorio ed una situazione politica completamente diversa: la Scozia, territorio scarsamente popolato, dedito all'allevamento, guidato da una nobiltà forte, da un Parlamento e da una Chiesa calvinista; l'Inghilterra, un paese in crescita, con un'agricoltura ed un artigianato attivo ed un commercio marittimo in piena espansione. A garantire la sovranità c'era il Parlamento, con la Camera dei Lords, impegnata a difendere gli interessi del clero e dell'alta nobiltà, e la Camera dei Comuni, rappresentante dei diritti del resto della popolazione; mentre la Chiesa Anglicana costituiva l'appoggio più determinante per la Corona.
Ai differenti scenari politico-religiosi e sociali dell'Inghilterra e della Scozia appena citati, si aggiungeva la difficile realtà dell'Irlanda, un'entità non autonoma ma dipendente dall'Inghilterra, governata da un luogotenente del sovrano (Lord Deputato) che dipendeva dal massimo organismo politico inglese, il Privy Council, (il Consiglio Privato). Ad ogni modo l'Irlanda aveva il suo Parlamento e le sue leggi, ma la popolazione, in gran parte cattolica, veniva tenuta in disparte dalla vita politica, che invece vedeva coinvolti quei coloni inglesi che si erano insediati dopo la conquista; che inoltre andranno a formare i presupposti della Chiesa nazionale irlandese, che venne modellata su quella anglicana ma con spirito fortemente calvinista.
Mentre altri coloni inglesi (new english), che approdarono in Irlanda dopo la riforma, soprattutto nelle contee settentrionali (Ulster), adottarono il modello di Chiesa Presbiteriana, organizzato per congregazioni e consigli degli anziani Il compito di Giacomo di uniformare Scozia ed Inghilterra nella confessione religiosa si apprestava ad essere particolarmente difficile, ma era determinato a farlo, anche per la convinzione che la compresenza di diversi fedi non avrebbe fatto altro che condurre al conflitto ideologico e quindi alla distruzione del Regno.
All'inizio si limitò ad introdurre i Vescovi nella Chiesa Scozzese e sostenendo diverse iniziative per controllare meglio la Chiesa anglicana ed Irlanda; mentre per i cattolici che disertavano la messa anglicana venne istituita la penale di una multa. Ma il progetto primario di Giacomo fu il tentativo di unificare le istituzioni inglesi e scozzesi, in modo da rendere il territorio un Regno Unito: un progetto che però venne respinto dal Parlamento. In quel periodo la situazione politica dell'Europa proponeva una soluzione: la convivenza tra religioni diverse, come avvenne in Francia durante il Regno di Enrico IV° di Borbone; un matrimonio di prestigio, per consolidare l'unione dinastica tra Scozia ed Inghilterra. Un indirizzo politico che non era condiviso dalla gran parte del Parlamento, che invece era propensa ad attuare le riforme in direzione decisamente protestante e con un impegno anticattolico nella politica estera, ma soprattutto insofferente ad alleanze di comodo. Difatti Giacomo rinunciò al proposito di far sposare il figlio Carlo con la figlia del Re di Spagna in un periodo in cui nel paese riprendeva con vigore la campagna anticattolica, sostenuta da gruppi calvinisti che si definivano "godly" (uomini di Dio), ovvero "puritani"; un aggettivo usato per coloro che volevano purificare la Chiesa Inglese da qualsiasi residuo cattolico. Nello stesso tempo si formarono dei piccoli gruppi radicali che praticheranno forme di associazionismo e di culto non proprio conformi alle prescrizioni anglicane. Tuttavia Giacomo trovò un'altra soluzione e finì per realizzare la nuova alleanza cattolica con la Francia, caratterizzata da una politica estera meno aggressiva rispetto alla Spagna, e più vicino anche dal punto di vista culturale; un matrimonio tra Carlo ed Henrietta Maria, sorella del Re di Francia, che il popolo e il Parlamento Inglese non condivise. La perdita di consensi attorno a Giacomo aumentò per i chiari favoritismi che si celebravano a corte; come nei confronti di George Villiers, un nobile minore che divenne rapidamente Duca di Buckingham ed uno degli uomini più ricchi d'Inghilterra. Tuttavia la possibile affermazione di una fazione dominante all'interno della Corte, come avveniva nel resto dell'Europa, in Inghilterra trovava la sua opposizione grazie ad un sistema politico diverso, controllato dal Parlamento, che svolgeva un ruolo di garante. Ma la situazione divenne delicata alla morte di Giacomo: al trono succedette Carlo, ma nel frattempo in Europa la Francia firmava il suo trattato di resa con gli Spagnoli, che sembravano ormai pronti a cattolicizzare gran parte del Continente.
Ma il dibattito interno era focalizzato sulla gestione politica di Buckingham, ormai primo ministro, che oscillava con aiuti militari alla Chiesa Romana o in soccorso agli Ugonotti perseguiti dai cattolici; così nel 1626, quando Sir John Eliot chiese il suo impeachment, Buckingham sciolse dispoticamente il Parlamento e per indebolire l'opposizione isolò dalla vita politica gran parte della nobiltà puritana con tutti i mezzi a disposizione; e allo stesso tempo alternava delle concessioni, ma che di certo non calmarono la Camera dei Comuni, che riconvocata nel 1628, in cambio dei richiesti sussidi per le finanze regie, chiedeva di firmare una Petizione dei Diritti (Petition of rights), che prevedeva per il futuro il divieto di richiesta di prestiti forzosi o altre forme di tassazione non votate dal Parlamento.
Furono gli ultimi giorni di Buckingham, che venne assassinato dopo la chiusura del Parlamento, con grande gioia per tutto il paese, e finalmente con la sua morte sembrò dissolversi quel modello assolutistico estraneo alla tradizione della libertà inglese. Carlo I° decise di assumere la guida del governo ma nel 1629, dopo i primi contrasti con il Parlamento, lo sciolse, promettendo di non riconvocarlo. Furono undici anni (1629-1640) che determinarono la rottura tra la corte (the Court) ed il paese (the Country), grazie ad una politica dispotica che all'esigenza pretendeva dalla cittadinanza il pagamento d'imposte, reprimendo con la morte qualsiasi tentativo di reazione.
Anche dal punto di vista religioso venne condotta la stessa linea: venne introdotto l'arminianesimo, una versione più moderata del protestantesimo, utile per rafforzare il potere episcopale e del sovrano; mentre tutti i gruppi eterodossi e radicali vennero repressi con la violenza per ordine di William Laud, prelato arminiano nominato arcivescovo di Canterbury. Un anglicanesimo che assunse dei caratteri tipicamente cattolici (le feste dei santi, l'inginocchiamento durante la messa, segno della croce, anello nuziale), con la conseguente fuoriuscita di gruppi dissidenti, con la nascita di nuovi movimenti o con l'esilio in America del Nord, considerata oramai una nuova terra promessa. Carlo I tentò anche di intervenire sulla Chiesa Irlandese e Scozzese: in Irlanda il Lord deputato Thomas Wentworth, conte di Strafford aveva represso i movimenti presbiteriani e costretto la Chiesa Irlandese ad avvicinarsi al modello anglicano arminiano. Mentre in Scozia venne imposto un nuovo libro delle preghiere. Per tutta risposta gli Scozzesi organizzarono una rivolta.
Tra il 1638 e il 1639 l'assemblea della Chiesa scozzese decise di respingere il libro e di abolire i vescovi, e di istituire il National Covenant, una lega armata per la difesa della Chiesa di Scozia. Carlo I reagì inviando una spedizione militare finanziata dai suoi sostenitori e da sovrani cattolici, ma probabilmente sottovalutò l'avversario: gli scozzesi trionfarono a Newburn e il Re fu costretto, nella primavera del 1640, a riconvocare il Parlamento, con il proposito di trovare altri finanziatori per la guerra.
Ma Carlo I non riuscì neanche a trovare una soluzione diplomatica con gli scozzesi, che tra l'altro prima di firmare il trattato di pace avrebbero voluto, giustamente, il risarcimento dei danni di guerra; un Re che probabilmente comprese che non poteva dichiarare guerra in continuazione a tutte le forme di opposizione interna: così nel novembre del 1640 convocò quel Parlamento (Long Parliament: non si sarebbe fatto più sciogliere) che impose al sovrano la sua convocazione regolare, che divenne forma scritta nel febbraio 1641 con l'"Atto triennale", che stabiliva una convocazione entro tre anni. Contemporaneamente venivano avviati due procedimenti di impeachment (alto tradimento alle istituzioni) nei confronti del Conte di Strafford e dell'Arcivescovo Laud. Un'azione parlamentare sostenuta con entusiasmo dalla popolazione e che prevedeva la purificazione della Chiesa Inglese dagli elementi cattolici ed arminiani in tempi brevi. Il processo contro Strafford rischiò di arrestarsi per mancanza di prove: su proposta di John Pym la maggioranza del Parlamento emise un decreto di "colpevolezza per tradimento", e che avrebbe permesso la condanna anche senza processo, ma in questo caso sarebbe servito l'assenso del sovrano, che alla fine dovette cedere di fronte alla pressione dell'opinione pubblica e della minaccia di una vera e propria insurrezione popolare a favore del Parlamento. Così nel maggio del 1641 il Conte Strafford venne giustiziato. Ma i provvedimenti più importanti decretarono lo scioglimento della struttura dispotica del precedente regime: l'abolizione di imposte illegali come la Ship Money, lo smantellamento della Camera Stellata, delle Alte Commissioni di Giustizia, dei Consigli delle varie province, tutti organi di repressione e coercizione.
Ma all'interno del Parlamento incominciarono a manifestarsi posizioni divergenti sull'esclusione dei Vescovi dalla Camera dei Lord e sull'abolizione del sistema episcopale; ad indebolire l'opposizione parlamentare contribuì inoltre il sovrano, respingendo una petizione (Ten proposition) con la quale una parte del Parlamento proponeva il proprio diritto di approvare la scelta dei ministri. Progressivamente con il ritorno alla normalità si delinearono due schieramenti ideologici: il primo si auspicava che il Parlamento avrebbe lasciato il Governo nelle mani del Re e dei suoi Consiglieri (e ciò avrebbe ripristinato i privilegi di alcuni), il secondo movimento invece riteneva fondamentale tenere sotto osservazione un Re che in passato aveva dimostrato un'evidente predisposizione autoritaria e filocattolica.
Nell'autunno del 1641 scoppiò la rivolta cattolica in Irlanda ed il Parlamento si trovava obbligato a votare per un'eventuale finanziamento e spedizione dell'esercito, ma che in realtà si sarebbe potuto usare contro quella parte del Parlamento ostile al sovrano, che guidata da John Pym votava una proposta di sussidio alla guerra alla condizione di poter scegliere il comando militare che avrebbe condotto la spedizione in Irlanda; dei comandanti meno repressivi che avrebbero evitato stermini arbitrari di cattolici; e allo stesso tempo John Pym e gli altri approvavano il testo della "Grande Rimostranza" che riassumeva e spiegava le posizioni di dissenso. Un testo che fu stampato e distribuito nelle città per far comprendere alla popolazione cosa stava realmente accadendo nel Parlamento di Londra. Il sovrano reagì con un mandato di arresto, ma quando nel gennaio del 1642 i 400 soldati entrarono nel Parlamento, John Pym e gli altri quattro leaders dell'opposizione erano stati avvertiti e fuggiti.
A Londra le manifestazioni popolari incominciavano ad essere sempre più minacciose, così Carlo decise di trasferirsi a York, seguito dai suoi fedeli, ingaggiando un esercito di volontari che avrebbe dovuto sciogliere il Parlamento. Una presa d posizione che investì tutto il paese: o con il sovrano o contro il sovrano, e che determinò in ogni regione le iniziative militari e propagandistiche di entrambe le fazioni. La gran parte delle regioni del nord e del sud-ovest si schierarono con il Re, mentre l'area di Londra, l'est, il sud-est si allinearono con il Parlamento. La maggioranza dei Lord e della nobiltà rurale (gentry) rimase fedele al Re mentre le corporazioni artigiane e i ceti professionali alimentavano il consenso Parlamentare.
Nell'autunno del 1642 il Parlamento siglò l'alleanza con la Scozia, la Solemn League and Covenant, che prevedeva in cambio di un aiuto militare scozzese l'impegno a riformare la Chiesa Inglese in direzione presbiteriana. La battaglia militare intanto permise all'esercito Parlamentare e Scozzese di riprendere la gestione di alcune province del Nord, mentre le truppe regie guadagnavano posizioni nel sud-ovest. Nell'aprile del 1645 un'ordinanza parlamentare determinò l'incompatibilità tra cariche politiche e militari: in tal modo si risolveva il conflitto tra alcuni Lord puritani, che per avere la gloria del comando delle operazioni militari stavano contribuendo alla sconfitta. In tal modo si escluse dall'esercito la tradizionale leadership aristocratica per lasciare il comando a uomini tecnici, militarmente preparati. Thomas Fairfax venne nominato comandante in capo, affiancato da Oliver Cromwell.
Il nuovo esercito, la New Model Army , era formato da volontari, retribuiti, che appartenevano a tutti i ranghi sociali e lavorativi. Ma a sostenere la loro missione era una nuova consapevolezza: che stavano per restaurare la giustizia e quindi implicitamente non erano che messaggeri di Dio, erano spinti cioè da un profondo ideale religioso.
L'organizzazione e la divisione dei ruoli permise di condurre le campagne militari con successo, fino alla fatidica vittoria di Naseby nel giugno del 1645, quando il Re si consegnò alle truppe scozzesi. Tuttavia nel Parlamento vi era ancora una maggioranza che cercava la via conciliatrice e di compromesso con il Re; mentre nella New Model Army molti avrebbero voluto sciogliere il Parlamento per ricostituirlo nella forma più rappresentativa a favore del popolo. Il nuovo scontro si concluse nel giugno 1647 con il Parlamento che decise lo smantellamento dalla New Model delle truppe e dei comandanti giudicati "pericolosi" per le loro idee radicali.
Nella primavera del 1648 mentre un'insurrezione a favore del Re agitava il Galles e le contee del Sud-est, un esercito scozzese entrava sul territorio inglese, obbligando il Parlamento e l'esercito di Cromwell ad un nuovo accordo. Concluso vittoriosamente il conflitto riprese la controversia tra esercito e Parlamento sul destino del Re: il tentativo di Ireton e di altri parlamentari di salvare il sovrano da un processo di impeachment terminò nel momento che un reggimento dell'esercito agì di forza, allontanando i parlamentari più conservatori. Così il troncone (Rump Parlament) rimasto incominciò ad avviare il processo a Carlo I, che verrà condannato e decapitato il 30 gennaio 1649.
Tre mesi più tardi si decretò l'abolizione della Camera dei Lord e il 13 maggio 1649 si proclamava la Repubblica (Commonwealth). Ma in questi anni di conflitto maturò nel popolo una nuova coscienza, la riscoperta dei propri diritti, la nascita di forme di vita più democratiche e più tolleranti, anche dal punto di vista religioso. Il gruppo più importante fu guidato da Richard Overton, John Lilburne e William Walwyn (The Levellers) che portò avanti un programma di riforme, economico-sociali e politiche, contrapponendo la gente (the people) all'autorità anti-democratica del Parlamento. Uomini che vennero perseguitati e uccisi mentre altri riuscirono a fuggire e a nascondersi, sostenendo con il loro entusiasmo la nascita di nuovi gruppi, come i Diggers ed altri movimenti, che per nascondere la loro vocazione anti-parlamentare si proponevano e diffondevano le loro idee come movimenti religiosi.
Il "Movimento di Oxford" e l'800
Da allora fino ai nostri giorni la Chiesa Anglicana ha conosciuto varie fasi, considerandosi però, nonostante la separazione, in piena continuità con la propria tradizione e con la Chiesa Universale. La sua diffusione ha seguito le vicende politiche dell'espansionismo imperiale britannico, con particolari successi nel continente africano. Un importante momento di sviluppo della Chiesa Anglicana è stato quello del cosiddetto "Movimento di Oxford", sviluppatosi nel XIX secolo, con elementi filo-cattolici impegnati nel comprendere il senso della cattolicità, dando vita ad una dialettica con le tendenze filo-evangeliche e provocando una rivitalizzazione e una ridefinizione del sentirsi anglicani. Questa nuova impostazione, con caratteri cattolico-evangelici, ha fatto della Chiesa Anglicana la più ecumenica tra le chiese cristiane, impegnata in prima fila nel percorso di riavvicinamento con Roma.
La Successione Apostolica: una catena ininterrotta di AutoritàUn'importante concetto nella Chiesa Anglicana è la "successione apostolica". La parola "apostolica" significa "degli Apostoli", e "successione" significa "tramandare qualcosa da una persona ad un'altra". Gesù Cristo diede ai suoi Apostoli l'autorità, o potere, di battezzare nuovi cristiani e di celebrare la Santa Comunione. Gli Apostoli conferirono a loro volta questa autorità dono di Dio alle persone che scelsero di seguirli. Dal principio, solo gli Apostoli decisero chi doveva divenire leader nella Chiesa. |
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Per ordinare qualcuno vescovo, uno o più Apostoli ponevano le loro mani sulla sua testa. Pregavano Dio perchè donasse all'ordinando lo Spirito Santo e perchè ricevesse la saggezza e 'autorità per poter prendersi cura dei fedeli a lui affidati una volta divenuto vescovo . I Dodici Apostoli sceglievano i vescovi in questo modo. Quindi, la persona che avevano scelto aveva il potere di ordinare nuovi vescovi a succedergli. E in seguito questi vescovi potevano ordinare nuove persone, e così di seguito, in una catena ininterrotta, che inizia con Gesù e i Dodici Apostoli e continua da allora. |
Nell'Ordinazione, attraverso la preghiera e l'imposizione delle mani, Dio dona l'autorità e la grazia dell' Spirito Santo alle persone che vengono ordinate vescovi, presbiteri, e diaconi. |
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Prima che la Chiesa Anglicana si separasse da Roma nel 1533, gli uomini che erano vescovi in Inghilterra erano tutti scelti in questo modo. Essi erano parte della successione apostolica. Solo perchè la Chiesa Anglicana nel 1533 cessò di obbedire al Papa in Roma questo non implicava che l'autorità dono di Dio dei vescovi scomparve. Così negli anni che seguirono, questi uomini scelsero nuovi uomini e li ordinarono quali vescovi allo stesso modo di sempre. La successione apostolica continua anche oggi. Ogni vescovo nella Comunione Anglicana in ogni parte del mondo è stato ordinato da altri vescovi, ed ha ricevuto il dono speciale dell'autorità dallo Spirito Santo. Anche altre Chiese continuano la successione apostolica, quali la Chiesa Cattolica Romana e le Chiese Ortodosse in Grecia, Europa orientale e Russia. |
Successione degli Arcivescovi di Canterbury
La Sede arcivescovile di Canterbury ha una lunga tradizione storica. Qui di seguito l'elenco di successione degli arcivescovi dall'anno 597
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2002
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Rowan Douglas Williams | |
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1991
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George Leonard Carey | |
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1980
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Robert Alexander Kennedy Runcie | |
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1974
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Frederick Donald Coggan | |
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1961
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Arthur Michael Ramsey | |
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1945
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Geoffrey Francis Fisher | |
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1942
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William Temple | |
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1928
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William Cosmo Gordon Lang | |
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1903
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Randall Thomas Davidson | |
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1896
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Frederick Temple |
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1883
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Edward White Benson | |
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1868
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Archibald Campbell Tait | |
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1862
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Charles Thomas Longley | |
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1848
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John Bird Sumner | |
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1828
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William Howley | |
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1805
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Charles Manners-Sutton | |
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1783
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John Moore | |
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1768
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Frederick Cornwallis | |
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1758
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Thomas Secker | |
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1757
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Matthew Hutton | |
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1747
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Thomas Herring | |
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1737
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John Potter | |
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1716
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William Wake | |
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1695
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Thomas Tenison | |
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1691
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John Tillotson | |
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1678
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William Sancroft | |
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1663
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Gilbert Sheldon | |
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1660
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William Juxon | |
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1633
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William Laud | |
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1611
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George Abbot | |
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1604
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Richard Bancroft | |
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1583
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John Whitgift | |
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1576
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Edmund Grindal | |
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1559
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Matthew Parker | |
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1556
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Reginald Pole | |
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1533
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Thomas Cranmer | |
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1503
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William Warham | |
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1501
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Henry Deane | |
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1486
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John Morton | |
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1454
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Thomas Bourchier | |
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1452
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John Kempe | |
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1443
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John Stafford | |
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1414
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Henry Chichele | |
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1399
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Thomas Arundel (restored) | |
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1398
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Roger Walden | |
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1396
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Thomas Arundel | |
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1381
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William Courtenay | |
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1375
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Simon Sudbury | |
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1368
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William Whittlesey | |
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1366
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Simon Langham | |
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1349
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Thomas Bradwardine | |
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1349
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Simon Islip | |
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1333
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John de Stratford | |
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1328
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Simon Meopham | |
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1313
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Walter Reynolds | |
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1294
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Robert Winchelsey | |
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1279
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John Peckham | |
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1273
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Robert Kilwardby | |
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1245
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Boniface of Savoy | |
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1234
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Edmund of Abingdon | |
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1229
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Richard le Grant | |
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1207
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Stephen Langton | |
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1193
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Hubert Walter | |
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1184
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Baldwin | |
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1174
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Richard (of Dover) | |
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1162
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Thomas Becket | |
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1139
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Theobald | |
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1123
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William de Corbeil | |
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1114
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Ralph d'Escures | |
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1093
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Anselmo d'Aosta | |
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1070
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Lanfranco | |
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1052
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Stigand | |
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1051
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Robert of Jumieges | |
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1038
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Eadsige | |
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1020
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Ethelnoth | |
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1013
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Lyfing | |
|
1005
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Alphege | |
|
995
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Aelfric | |
|
990
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Sigeric | |
|
c.988
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Ethelgar | |
|
960
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Dunstan | |
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959
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Aelfsige | |
|
959
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Brithelm | |
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942
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Oda | |
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923
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Wulfhelm | |
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914
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Athelm | |
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890
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Plegmund | |
|
870
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Ethelred | |
|
833
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Ceolnoth | |
|
832
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Feologeld | |
|
805
|
Wulfred | |
|
793
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Ethelhard | |
|
765
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Jaenbert | |
|
761
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Bregowine | |
|
740
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Cuthbert | |
|
735
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Nothelm | |
|
731
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Tatwine | |
|
693
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Berhtwald | |
|
668
|
Theodoro | |
|
655
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Deusdedit | |
|
627
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Honorius | |
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624
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Justus | |
|
619
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Mellitus | |
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604
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Laurentius | |
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597
|
Agostino di Canterbury |